“OLTRE LA FALSA ALTERNATIVA TRA DESTRA E SINISTRA” – Nicola Arena

Spesso commettiamo l’errore di interpretare la realtà politica e sociale attraverso una semplificazione ormai superata: la contrapposizione tra destra e sinistra, che molti continuano ad associare rispettivamente al liberal-capitalismo e al comunismo.

Questo schema poteva avere una certa utilità interpretativa fino a qualche decennio fa, nel contesto storico della Guerra Fredda, quando il mondo sembrava diviso in due grandi blocchi ideologici contrapposti.

Oggi però la realtà geopolitica è profondamente cambiata. Guardiamo ad esempio a Stati come Cina, India, Russia o al gruppo dei BRICS. È davvero possibile definirli semplicemente “di destra” o “di sinistra”? Evidentemente no. In questi sistemi convivono elementi economici, politici e culturali che sfuggono completamente alle vecchie categorie ideologiche occidentali.

Il problema è che, non avendo ancora elaborato categorie nuove per comprendere questi modelli, molte persone continuano a ragionare con schemi ormai insufficienti. E così si finisce quasi inevitabilmente per parteggiare per uno dei due blocchi tradizionali, senza riuscire a cogliere il vero nodo della questione.

Questo limite culturale impedisce spesso di arrivare alla conclusione cui era giunto il professor Giacinto Auriti: la soluzione del problema monetario non è né di destra né di sinistra, ma giuridica. Secondo la scoperta del valore indotto della moneta, la moneta acquista valore perché è accettata dalla collettività; di conseguenza, il vero proprietario della moneta deve essere il popolo che la accetta, cioè il portatore.

Questa intuizione supera completamente la vecchia contrapposizione ideologica e apre la strada ad una visione più alta della società, coerente anche con il messaggio cristiano e con i principi della Chiesa cattolica, in particolare con la Dottrina sociale della Chiesa, che pone al centro la dignità della persona, il bene comune e la giustizia sociale.

Per questo motivo è necessario liberarsi anche dal falso mito della contrapposizione permanente tra destra e sinistra e iniziare a ragionare in termini di giustizia giuridica ed economica. In questa prospettiva si inserisce il Progetto Auri, che rappresenta un tentativo concreto di applicare il principio della proprietà popolare del mezzo di scambio. Il progetto si sviluppa su più livelli:

1) Progetto Auri comunale, dove gli Auri comunali sono destinati a rafforzare l’economia locale e la collaborazione tra le Amministrazioni Comunali, i cittadini e le attività produttive del territorio.

2) Progetto Auri associativo territoriale, dove gli Auri sono gestiti dalle associazioni che promuovono reti solidali di scambio e cooperazione economica.

Parallelamente è in corso anche uno studio per la realizzazione del progetto Auri su scala nazionale, con l’obiettivo di applicare i principi giuridici individuati dal professor Auriti sulla proprietà popolare della moneta, ad un sistema più ampio, sempre nel rispetto della proprietà del portatore e del bene comune. Solo comprendendo questi principi potremo finalmente uscire dalle vecchie categorie ideologiche e iniziare a costruire un modello economico più giusto, umano e coerente con i valori cristiani.

Nicola Arena, Pillola Auri n. 49 – 16 marzo 2026